Milano è femmina e ha fascino

Per amare la città di Expo 2015 ci vuole poco, per capirla un po’ di più, per conoscerla davvero una vita non basta. Milano è femmina, vezzosa e rigorosa, ma ha un cuore tenero e riservato che svela luoghi e atmosfere che meritano d’esser ricordate. Basta sbirciare oltre i suoi portoni e si scopre un mondo.

di Enza Pirrera

Duomo Milano

Per appropriarsi delle intimità di un luogo come questo, crocevia di gente e lavoro creativo bisogna provare a carpirne i segreti. Scegliere l’orario migliore per apprezzarne le bellezze è fondamentale. Il Duomo, iniziato nel 1386, è il maestoso bianco merletto in marmo simbolo della città. Esprime uno stile gotico lombardo ed è ornato esternamente da più di 3500 statue, mentre l’interno copre una superficie di 11.700 metri. E’ rappresentativo del punto centrale di Milano, dove si concentrano anche le speranze e il sentimento di riconoscenza di chi arriva nella città simbolo della laboriosità italiana. Essere in piazza nell’attimo in cui il sole occhieggia fra le miriadi di guglie con statue e illumina la Madonnina dorata che sovrasta tutto è fantastico. Al mattino presto ci sono luoghi incantati come i giardini storici del centro: i Giardini pubblici di Porta Venezia (oggi Montanelli), che accolgono il Museo di Storia Naturale e il Planetario, punteggiati di opere d’arte naturali e dell’uomo. La via Palestro divide il giardino Montanelli da Villa Belgioioso Bonaparte (detta Villa Reale) con ricche collezioni d’arte, il GAM (galleria di arte moderna) e il PAC (padiglione di arte contemporanea). Ha un suo attraente giardino (dove gli adulti entrano solo se accompagnano bambini fino ai 12 anni) e dove si respira serenità.

Castello Sforzesco

Il Castello Sforzesco, che dista 10 minuti a piedi da piazza Duomo ed è circondato dal un grande parco, è imponente. Fu centro politico, i signori di Milano, gli Sforza, lo vollero ricostruire sopra il preesistente castello del 300 dei Visconti ( Francesco Sforza iniziò l’opera nel 1450) e rappresentò il centro del potere fino agli inizi del 900. Oggi è luogo di cultura, punto di aggregazione e grande museo, con ricchissime collezioni di strumenti musicali, armi e porcellane e molto altro. Ma è, soprattutto, lo scrigno che conserva la più esaltante rappresentazione della Pietà, quella scolpita da Michelangelo Buonarroti fino all’ultimo dei suoi giorni: la Pietà Rondanini, statua della Madonna che qui sorregge per le ascelle il figlio morto simboleggia lo strazio della madre, ma la forza e l’amore quasi escono dal marmo bianco e irradiano chi sa lasciarsi prendere. E’ un’opera acquistata dalla città, appena finita la guerra, amatissima dai milanesi e straordinariamente moderna. Non vederla impoverirebbe il senso del viaggio, così come non vedere il Teatro alla Scala, tempio della lirica di fama mondiale, della danza e della musica. Anche i più grandi interpreti, ancora oggi, quando si devono esibire in questo luogo, davvero ricco di storia, confessano un reverenziale timore. La Scala è viva e si nutre anche della vera passione di chi entra nella sua malia, sia semplice spettatore o sia addetto ai lavori. Grazie al suo museo, con reperti legati alla sua storia e grazie alla riedificazione rispettosa di ciò che fu devastato dai bombardamenti dell’ultima guerra, il teatro simbolo della ricostruzione, ambisce alla purezza di ogni forma d’arte che rappresenta. Il suo accogliente porticato si affaccia sulla omonima piazza, da dove si può entrare da uno dei quattro lati della Galleria Vittorio Emanuele, che fu realizzata nel 1865 (su progetto dell’architetto Mengoni) con uno stile eclettico, ricco di cariatidi, lunette lesene e con grottesche. La galleria raggiunge piazza del Duomo e le due vie laterali, Pellico e Foscolo. Qui suggerirei di non farsi attrarre solo dalle mille lusinghe dei negozi più scintillanti, ospitati nei suoi spazi interni con bar e ristoranti vetrati (ottimo punto di osservazione del passaggio), ma approfittate della novità, che da aprile, dopo un impegnativo restauro dell’intera struttura, consente di salire in alto per godere di particolari nuovissimi percorsi panoramici sui suoi tetti. Milano riserva sorprese inimmaginabili. Prima però recatevi sulla sinistra di piazza Scala e riservatevi uno spazio di tempo per visitare il più nuovo e fantastico spazio museale della città. Gallerie d’Italia è luogo perfetto in cui incontrare l’arte di ottocento e novecento in un particolare contesto che si snoda all’interno di alcuni prestigiosi Palazzi. Nell’elenco degli imperdibili ovviamente vanno “Il Cenacolo” di Leonardo Da Vinci, il Museo del Novecento, la Triennale, quintessenza dell’eccellenza progettuale (ma anche solo per vedere le opere d’arte del suo giardino, fra cui i “Bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico), il Museo Poldi Pezzoli e il Museo Bagatti Valsecchi che è una delle case private milanesi diventate museo, così come Villa Necchi Campigli e Casa Boschi Di Stefano, tutte straordinarie.

Pinacoteca

Il quadrilatero della moda e del lusso, di fama mondiale, che comprende via Montenapoleone, Spiga e il loro circondario oggi ha ampliato molto il suo raggio e con grandi firme dell’abbigliamento, si è dipanato nelle strade del quartiere di Brera. Per chi ama i mondo dei profumi consiglio il passaggio all’interno delle stradine vie Fiori Oscuri, Fiori Scuri, Madonnina (luoghi noti anche perché un tempo, fino al 1958, ospitavano le più quotate case di tolleranza) mentre ora qui si concentrano molti esercizi monomarca di essenze inebrianti. Ma nell’aria aleggia ancora soprattutto la vena artistica che ha caratterizzato gli anni trascorsi, grazie alla presenza di grandi maestri d’arte che qui hanno vissuto. La Pinacoteca di Brera ricchissima di opere d’arte di ogni epoca e l’Accademia dove oggi si formano, provenienti da tutto il mondo, migliaia di nuove leve dedite all’arte, meriterebbero ampia descrizione. Vi basti però sapere che con una visita alla Pinacoteca, solo raggiungendo la sala XXIV vi troverete letteralmente rapiti dall’incontro con lo “Sposalizio della Vergine” di Raffaello Sanzio”, della “Vergine con il Bambino” di Piero della Francesca, della “La Madonna con Bambino” e “Flagellazione di Luca Signorelli”, del “Cristo alla colonna” di Donato Bramante. Camminando nel quartiere troverete chiese come la Basilica di San Sempliciano, una delle prime chiese costruite a Milano voluta nel IV secolo da Sant’Ambrogio (patrono della città), ma è bene approfondire la conoscenza delle chiese milanesi, molte con caratteristiche uniche, come San Satiro, in via Torino, o Sant’Ambrogio, o Santa Maria delle Grazie in corso Magenta (dov’è il Cenacolo Vinciano). Poi c’è la Chiesa di San Lorenzo dove alle antiche Colonne, che delimitano un grande piazzale, la notte milanese si ravviva assai, area che, con Brera, corso Como e l’ampia zona dei Navigli, fa parte dei luoghi dediti alla movida. Il Museo della Scienza e della Tecnica “Leonardo da Vinci”, con reperti eccezionali originali, interattività e presentazione di ricostruzioni in miniatura dei molti progetti ideati dal genio che ha dato il nome al museo può creare stupore anche nel più smaliziato viaggiatore.

 

Milano è femmina e ha fascino ultima modifica: 2015-03-16T16:34:34+00:00 da expo
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